21/11/12

GIORNO 29: Canary Wharf

Mi godo gli ultimi giorni semi relax senza lavoro di Londra.

Perchè tempo che mi registrano bene alle agenzie avrò feste in continuazione.

Stamattina ho dormito fino alle dieci, mi ha svegliata la Cri bussando alla porta.

E abbiamo finito per chiacchierare fino all' una e poi pranzare assieme.

Federico dopo un giorno di vita è tornato ad essere il solito morto vivente.

Ormai la sua dieta prevede un' alternarsi di farmaci e acqua naturale.

L' Emma ha sempre il doppio shift a lavorare e non si vede mai durante il giorno, ma stasera usciamo assieme.

Girettino tranquillo a in downtown.

Scrivo questo post proprio mentre la aspetto, seduta su una panchina sulla riva del Thames.

Proprio niente male.

Per quanto riguarda oggi pomeriggio ne ho approfittato per fare una delle mie passeggiate in solitudine.

Con la scusa di dover andare da Primark per comprare le ultime cose per il lavoro ho fatto un bel giro a Canary Wharf.

C'ero già stata, ma me ne sono innamorata così tanto che quando ho un pò di tempo ci torno volentieri, tanto è proprio dietro a casa.

Canary Wharf diciamo che è il centro di quella che è l' Isle of dogs.

L' 'isola dei cani' è in realtà una penisola creata da una gigantesca ansa del Tamigi.

Questo nome bizzarro sembra derivi dal 1588 quando quest' isola nel Tamigi era usata da Enrico VIII come ricovero per i suoi cani da caccia. 

Un tempo qui si erigeva il porto di Londra, o almeno una sua parte.

Alle spalle dei moli i magazzini brulicavano di attività e da ogni parte dell' Impero giungevano prodotti esotici, spezie e immigranti.

Quel mondo, ovviamente, non esiste più.

I vecchi palazzi in mattoni sono stati convertiti in loft che guardano il fiume e al loro fianco hanno trovato posto speculazioni moderne dall' interessante pregio architettonico.

Se però uno è interessato a vedere come questa città riesca sempre a reinventare se stessa quest' area è un vero e proprio must.

L' isola dei cani, la Manhattan londinese.

E' vero, è un po' fuori mano, ma troppo spesso viene tralasciata e dimenticata.

I grattacieli, l' alternanza tra acqua e terra, i canali, i centri commerciali di vetro splendente, la DLR che l' attraversa in sopraelevata: ingredienti perfetti per una città del futuro.

Scaturita dall' impeto della Lady di ferro Margaret Thatcher, l' Isle of dog è nata per ospitare un crescente settore finanziario di Londra.

Una City 2, insomma.

E dopo un avvio non proprio con il botto alla fine ha avuto ragione la Thatcher.

In questo spicchio di capitale, devastato dalle bombe tedesche e piegato dalla crisi del porto, al principio degli anni Ottanta non c'era niente.

L' isola finì per distaccarsi così tanto dal tessuto cittadino che negli anni Settanta i suoi abitanti la dichiararono una repubblica indipendente ed elessero pure un presidente.

Il grido disperato venne in qualche modo raccolto e oggi l' isola ha cambiato volto.

Qui si trovano i quartieri generali di HSBC, Barclays gli uffici del Daily Telegraph e della Reteurs.

Grandi aziende, giornali, banche: nomi pesanti.

Tutto ruota intorno alla stazione della metropolitana di Canary Wharf.

Costruita da Norman Foster, sembra più che altro una navicella spaziale.

Vedere per credere.

Nella parte meridionale, quella che dà su Greenwich, si posso vedere dei tramonti mozzafiato e l' aria sa già di mare: dopo l' isola, infatti, Londra praticamente finisce.

Il Tamigi si incammina verso la foce e la città pian piano diventa campagna.

Anche la capitale britannica ha i suoi limiti.


Canary Wharf station.


Canary Wharf.


Canary Wharf.


Canary Wharf.




Canary Wharf.



Canary Wharf.


Too cold in London.


A Londra non nevica? Allora la creano! Oxford Street.





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