22/11/12

GIORNO 31: thanksgiving day


Oggi negli USA è il giorno del Ringraziamento.

All' americana: Thanksgiving Day.

Io vivo a Londra e quindi direte e che ti frega?

Bè David è un uomo di mondo quindi ha organizzato una cena a casa sua.

Come al solito l' Emma e Federico sono dei paccari quindi ci vado da sola.

Io di farmi sfuggire possibilità di uscire proprio non ne ho voglia.

Visto che siamo in una decina abbiamo deciso per la modalità buffet ognuno porta qualcosa.

Data la mia ignoranza sulle tradizioni americaneggianti del giorno del Ringraziamento e la mia ancora più grande ignoranza in ambito di cucina sono andata sul banale.

Che più banale non si può proprio.

Stamattina mi sono alzata alle 8 per andare a fare la spesa.

Ok la sveglia era alle 8, ma il mio sedere si è staccato dal materasso un' ora dopo.

Ma del resto come si fa dopo una settimana che dormivamo fino alle undici?

Vabbè l' importante è avercela fatta.

Con molta calma alle nove e mezza ero al centro commerciale.

Nonostante la più che giusta sonnolenza mattutina ho notato di aver praticamente superato la fase dello smarrimento al supermercato.

Sta facendo pian piano capolino la fase londiner advanced.

Mi dirigo dunque con passo esperto al reparto marmellate.

Osservo con sguardo misto tra comprensione e alterigia i neofiti che si prendono la Harleys da 1,80 pounds e metto a quel punto nel carrello, con mossa elegante e decisa, la marmellata non di marca a 89 p.

Quindi procedo ai cereali e prendo il pacco doppio che costa quasi quanto il singolo.

E qui prendo 100 punti.

Ma il gonzo appena arrivato a Londra non lo sa.

Mi volto poi con savoir-faire al reparto conserve e non mi faccio fregare dai super nomi che ci sono sulle etichette (Gordon Ramsay, Jamie Oliver...), ma prendo la solita.

Un giusto compromesso tra qualità e prezzo.

E qui ho doppiato lo spagnolo al secondo anno di chissà cosa.

Ora mi preparo a un passaggio lampo nel reparto piatti pronti.

Che, attenzione, è una specie di Terra di Mezzo di Talkeniana memoria piena zeppa di trabocchetti.

Prendo una pizza surgelata a un pound, la solita con prosciutto, non affatto male.

E l' olandese che lavora nella City annaspa ammirato.

Pane e uova.

Sembra facile ma non è.

Il pane in cassetta sarà meglio brown o white?

E cosa vuol dire wholegrain?

E che differenza c'è tra medium e thick?

E le uova le prendiamo freerange?

Small, medium, large o very large?

Vi gira la testa?

Non è finita.

Diciamo che servono delle lampadine.

Bisogna stare attenti e prendere le screw cap, quelle con l' innesto continentale.

Perchè spesso in bella mostra ci sono le bayonette cap.

Quelle inglesi, che ovviamente non potevano essere come tutte le altre.

Vino. Uhmmm.

Non vi dico nemmeno che roba si vede nel reparto vino.

Dei lambruschi bianchi, e lì ti rendi conto che anche il vino dei discount italiani è meglio di questo.

Respiro profondo e mette nel carrello il solito soave da 4 pounds, perchè è tutto quello che posso permettermi.

Con la consapevolezza che tra quello e il detersivo per i piatti la differenza è minima.

Mi dirigo verso la cassa automatica, che a quella con la cassiera c'è troppa fila e ci manca solo che si mette a piovere quando sono fuori con le sportine.

Non mi resta che salutare il greco che sta per scoppiare a piangere, rivelargli dove tengono l' aglio, e correre a casa soddisfatta.

Ironie a parte anche andare al supermercato possiamo non considerarla più una pratica estrema, da fare solo in momenti di assoluta pace dell' anima.

Arrivata a casa io e l' Emma abbiamo preparato torta di mars e salatini ai wurstel per stasera.

Evviva la banalità, ma va bè, il tempo è quello che è.

E la cucina anche.

Spero che possano apprezzare questi inglesotti.

Unica nota negativa? Domani mattina lavoro quindi stasera non posso fare proprio le ore piccole.

Ma va bene, bisogna anche sapersi accontentare.

Happy thanksgiving to everyone!

1 commento:

  1. Pellina compra wholegrain che è già u passo lontano dall'unhealthy! :)

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