19/03/13

GIORNO 146: fabric?

Continua ancora la serie: giorni off nel weekend.

Questa settimana ha vinto domenica.

Il caso voleva che fosse anche San Patrizio e infatti l' idea era di vedere la parata in centro.

Mi sono alzata con nonchalance alle dieci e mia nonna era già a casa mia (in italia) pronta a chiamarmi su skype.

Mannaggia al fatto che gli anziani sono mattinieri.

Io mi sa che mi sveglierò per pranzo anche quando avrò settant' anni e la mia unica attività sarà la briscola o I pettegolezzi.

Comunque alla fine tra una cavolata e l' altra è finita anche la mia mattina.

Era una vita che non sentivo mia nonna, mio zio e le mie sorelle ed era proprio ora di un aggiornamento.

Il programma della giornata era senza dubbio lo shopping.

I tempi cambiano, la città e gli amici anche, ma io che accompagno I miei amici maschi a fare shopping è una certezza.

L' armadio di David chiede un rinnovamento più che immediato.

E come al solito ci siamo persi a comprare della roba trash da Primark e non abbiamo concluso nulla di serio.

Se fosse già morta potrei dire Carla Gozzi si sta rivoltando nella tomba.

Non è colpa mia, ma le t-shirt anni novanta di primark creano dipendenza.

E in più aggiungi il fattore tempo.

Londra città super piena di tutto e tutti, dove puoi fare quello che vuoi quando vuoi, alla domenica alle sei tassativamente muore.

E' incredibile e ancora faccio fatica a realizzarlo.

Ma non sia mai, negozi, pub, supermercati, roba varia, tutto chiuso.

La gente si rintana in casa e ciao ciao.

Finita la pacchia.

Poi la direzine di primark non aiuta.

Iniziano alle cinque e mezza a dirti che chiuderanno alle sei e te lo ricordano ogni cinque minuti.

Chiuderemo in venticinque minuti.

Chiuderemo in venti minuti.

Chiuderemo in quindici minuti.

BASTA!!!

Devo riuscire a scegliermi e non mi stai aiutando, taci.

Così alle sei, nel bel mezzo del pomeriggio cosa fai?

Niente, andiamo a casa e ci riposiamo un pò.

Quella che stava arrivando doveva essere una serata epica, la nostra prima volta al fabric.

Invece è stata la notte più lunga e più fredda di tutta la mia vita.

Quello che è successo al fabric resta al fabric e non ho bisogno di scriverlo sul diario per ricordarmelo per sempre.

Nel mio giorno di San Patrizio è successo tutto quello che non doveva succedere e tutto quello che doveva non è successo.

Compreso che non abbiamo visto nè la parata nè il mercatino.

L' unico ricordo di San Patrizio era un cappello della Guinness che avevo barattato con una barbona lì davanti, ma è rimasto al fabric, insieme alla nostra dignità.




 Forever love per questa t-shirt.


Spacciatore cubano a Miami nell' '87in un telefilm trash.


Messicano che raccoglie il caffè.


Nel nostro mondo di incertezze una cosa è sicura. 
Il karma esiste e noi ne siamo vittime.


Ciao siamo due tredicenni negli anni novanta.





 




2 commenti:

  1. Tranquilla, la dignità di molti è rimasta al fabric. Meglio non scrivere cosa è successo, brava! Complimenti per il blog, è molto carino!

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  2. quello che succede al fabric resta la fabric ;)

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