21/03/13

GIORNO 148: father's day

Ieri sono state due le cose che mi hanno 'cambiato' la giornata.

Primo.

Tornando da lavorare avevo il laccio dello zaino che penzolava per terra e nel tratto stazione-casa mi hanno fermato in tre per dirmelo.

Uno addirittura mi è corso dietro urlando 'Excuse meeeee'.

Bo magari può sembrare una cavolata, ma io ci sono rimasta.

C'è in Italia vige la legge del 'Fatti gli affari tuoi e fregatene del resto', qui anche per una cosa del genere hai il mondo che ti aiuta.

Ora che ci penso una volta uno mi aveva fermato per dirmi che avevo le scarpe slacciate.

Nemmeno mia madre quando ero piccola mi diceva che avevo le scarpe slacciate.

In inghilterra c'è una cura della sicurezza e dell' attenzione straordinaria.

Anche al lavoro dobbiamo sostenere un corso e alla fine un esame sulla sicurezza.

Agenti chimici, prodotti, macchine, azioni in genere.

Tutto quello che facciamo deve essere il più sicuro possibile.

Ieri mi sono fatta un taglio sulla schiena contro lo spigolo del lavandino I miei capi credevano che morissi da lì a due minuti.

Non trovavano la cassettina di sicurezza con il disinfettante e avevano la frenesia dei rianimatori che hanno di fronte il paziente con I minuti contati.

Ma per quanto riguarda la sicurezza è sempre meglio abbondare che deficiere.

Che dire?

Inghilterra, altro punto a tuo favore.

L' altro episodio che mi ha fatto riflettere non mi riguarda in prima persona, ma fa parte della vita di Emma, la mia coinquilina.

Ieri era al parco con un suo amico e un uomo vestito da militare si è avvicinato chiedendo una sigaretta.

Gli ha ringraziati dicendogli che gli avevano cambiato la vita.

E continuava a borbottare cose senza un grande senso.

Delle cose che ha detto poche sono riuscite davvero a capire.

La prima è che cercava la sua fidanzata.

La seconda è stata: 'Non fate mai la guerra, è terribile.'

Dopo aver visto Regeneration credevo che le psicopatologie da guerra erano una cosa abbandonata alla prima guerra mondiale.

E' ovvio che non è così.

Non voglio fare la moralista della situazione, ma mi capita spesso di dimenticarmi della guerra.

A Londra poi hai così tante cose da fare e così poco tempo per farle che finisci per chiuderti nel tuo mondo-Londra e tutto si conclude lì.

Proprio l' altro giorno io e David pensavamo a come sarebbe la nostra vita se I nostri genitori morissero.

Era uno di quei pensieri così, che ti prendono in una pigra domenica pomeriggio.

Ma proprio ieri, in quello che era il giorno del papà, ho pensato che per molti bambini o ragazzi, questo è un pensiero ricorrente.

Il prossimo mese mio padre tornerà a casa o non lo rivedrò mai più?

La nostra è un' età strana.

Siamo troppo grandi per essere trattati da bambini dai nostri genitori, ma siamo troppo piccoli per avere una vita totalmente nostra.

Dipendiamo dai nostri genitori seppure ci piacerebbe non farlo, ma non abbiamo alternative.

E anche se sento che sto crescendo quando parlo con I miei genitori sono sempre quella bambina di una volta e amerò per sempre questa sensazione.

E credo che ogni figlio della terra ne abbia bisogno nella sua vita.

Ci sono milioni di modi per cui un figlio può perdere un padre sarebbe bello poter evitare I più inutili.

Auguri papà.

1 commento:

  1. io te lo dicevo di allacciarti le scarpe....

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