23/03/13

GIORNO 150: routine

In questo momento ho raggiunto tipo uno stato di pace interiore.

Ho raggiunto una routine.

Che può essere la cosa più fastidiosa e bella del mondo.

In tanti la snobbano però alla fine dopo un pò finisci per averne bisogno.

Erano ormai cinque mesi che vagavo per Londra senza casa nè meta.

Tra qualche giorno avremo la nostra ultima casa e posso dire di avere un lavoro definitivo.

Stessa storia, stesso posto, stesso tram, potrei dire.

Non dico che i mesi precedenti siano stati un inferno, affatto.

Mi sono anche divertita per carità.

Però arriva il momento dove dici 'Ok, fermi un attimo, sono stanca'.

Sarà che ora che è partito David non avrò nemmeno più una vita sociale, ma per quanto mi mancherà, credo che mi farà bene questo mese di relax.

Nel frattempo sto diventando sempre più amica con I miei colleghi.

Ieri sera dopo il lavoro sono andata di nuovo a mangiare da Mina.

Alla fine tra una cosa e l' altra finiamo sempre di mangiare alle undici quindi non ci resta molto da fare.

Ci siamo messe a ripensare a quanto tutto sia cambiato in questo mese e mezzo.

Il lavoro, la nostra vita a prescindere dal lavoro, gli amici.

E inevitabilmente siamo finite a parlare delle nostre prime impressioni sugli altri.

E' assurdo come io non ci becchi una volta con le prime impressioni.

Sarà anche per questo che negli anni ci ho sempre dato meno peso.

Sono passata alla teoria: 'Mi sono tutti simpatici finchè non fanno qualcosa per il quale non lo sono più.'

E credo che è quello che dovrebbero fare tutti.

Non so quante persone in diciannove anni di vita mi hanno detto: 'Cavoli mi stavi troppo su all' inizio, poi ti ho conosciuto!'

(Che fondamentalmente non ha un cacchio di senso)

Londra ti insegna anche questo.

Poche parole e molti fatti.

Se penso che ieri sera dopo cena sono uscita per una sigaretta totalmente in pigiama in uno dei quartieri più posh di Londra capisco quanto sia cambiata.

Macchisenefrega di quello che pensano gli altri!

E soprattutto cosa frega a loro di quello che pensi tu!

Non è menefreghismo, è solo risparmio di paranoie e complessi mentali inutili.

Credo che tutti i medici dovrebbero prescrivere agli abitanti delle piccole città un qualche mese di vita in una metropoli.


@Mina's house



Spaghetti e pomodorini.


E per la prima volta nella mia vita a diciannove anni: Miiiiiisss Insalata!










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