24/03/13

GIORNO 151: (hair)cut

Svegliarsi in una casa vuota.

Di quelle casette bianche tutte uguali di cui Londra è piena.

Salotto, bagno, camera, tutto per me.

Mi sono sentita un pò Kevin McCallister che si sveglia e I suoi genitori non ci sono e I suoi fratelli non ci sono e inizia la pacchia.

In realtà mi ero solo fermata a dormire a casa di Mina dopo la cena.

Non c'era il proprietario di casa quindi proprio zero problemi.

Non ero psicologicamente pronta ad affrontare il freddo e il vento londinese dopo un piatto di spaghetti al pomodoro.

Al mattino quando mi sono alzata lei era già a lavorare e io dovevo trovare qualcosa per rendere diverso il mio giorno off.

Prima di tutto mi sono goduta una bella passeggiata per il quartiere che a metà del mattino gode di quella tranquillità fuori dallo spazio e dal tempo.

Quelle tranquillità che ogni persona che vive in una metropoli ogni tanto sente il bisogno di provare.

Respirare il silenzio.

Insomma giorno off, completa solitudine, solita voglia di cambiamento che ti prende in una pigra mattinata londinese.

Cosa c'è di meglio che iniziare dai capelli?

Me ne vado a Soho e mi taglio i capelli, che problema c'è?

Per la prima volta nella mia vita non volevo proprio ascoltare niente e nessuno.

Taglio netto in tutti i sensi.

"Chi rifiuta il cambiamento è un vero e proprio architetto della decadenza e del disfacimento. La sola istituzione umana che può rigettare il progresso è il cimitero"Ma quando ci vuole ci vuole.



Ciao, vi presento la casa in cui ho dormito.


Victoria, my sweet love.


Anche i seminterrati qui hanno le finestre.
 Il genio inglese.


@Victoria 


Benvenuta nel mio mondo, frangetta.
Now I'm just somebody thai I used to know.





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