25/03/13

GIORNO 152: Into the wild

Con questo weekend finisce la favola dei giorni off nei fine settimana.

Si lavora sia sabato che domenica.

Doppio sbattimento: non puoi uscire quando gli altri lo fanno e lavori anche di più, perchè il sabato e la domenica sono troppo più pieni degli altri giorni.

Ieri grazie al cielo non è stato così mortale.

Mi è capitato ancora di parlare con David.

L' unica persona che ancora non ho capito.

Più o meno tutti hanno la propria scatola, le loro caratteristiche.

E ho capito se mi piacciono o no.

Lui è troppo enigmatico.

Un minuto ci parli da persona seria e quello dopo ti tratta con sufficienza come se fosse il principe azzurro.

Che oddio, fisicamente potrebbe anche assomigliarci.

Alla fine lui in quanto a esperienza è quello più vicino a me.

Ha ventuno anni, polacco ed è qui per un anno di erasmus.

Gli altri bene o male sono già laureati oppure non lo sono proprio perchè così hanno deciso.

Noi siamo ancora nella fase: 'Vediamo cosa succederà...'

Nella fase 'I sogni sono ancora nel cassetto pronti a saltar fuori come il coniglio del prestigiatore con conseguente applauso della folla'.

Quando parliamo finiamo sempre per raccontarci di tutto e di più.

Ieri non so come l' argomento era 'Into the wild'.

Alla fine viviamo anche noi un pò nel selvaggio, un selvaggio opposto a quello di Supertramp, ma secondo me con molti punti in comune.

Invece del grande ghiaccio, la grande metropoli.

Invece delle piante velenose, I capi che non ti pagano.

Invece della solitudine in mezzo al niente, la solitudine in mezzo al tutto.

Supertramp è scappato dalla società in generale, noi siamo scappati dalla nostra piccola società, la nostra piccola città.

Fondamentalmente perchè si sentiva oppresso dai paletti che una società come la nostra gli imponeva.

Con questo non voglio dire che mangiamo le bacche a Londra, ma anche qui lottiamo per la nostra sopravvivenza.

Il nostro discorso David l' ha concluso dicendo: 'Te la ricordi la fine?'

Non il fatto che muore, ma quello che dice...

La morale.

Alla fine non è possibile scappare dalla società, per quanto lontano e da soli scappiamo.

Siamo uomini ed è nella nostra natura convivere con altri uomini.

Per cui tanto vale farlo nel modo più sereno e pacifico possibile.

Amen.

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