26/03/13

GIORNO 153: Carpe diem

“Cogli l’attimo, cogli la rosa quand’è il momento”. Perché il poeta usa questi versi? Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli… pieni di ormoni come voi… e invincibili, come vi sentite voi… Il mondo è la loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi. I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? “Carpe”, “Carpe diem”, “Cogliete l’attimo, ragazzi”, “Rendete straordinaria la vostra vita”!

In una pigra domenica sera dopo il lavoro io e Emma ci siamo guardate l' attimo fuggente.

Lei non l' aveva mai visto.

Come si fa?

Va bè, sempre detto che è strana.

Nonostante io l' avessi già visto mille volte non è mai troppo per pensarci un pò su.

Il tempo che passa.

Non ci avevo mai pensato tanto e così profondamente come quest anno.

Sarà l' influenza di David e della sua malinconia per gli anni andati o sarò forse anche solo io.

Il punto è che fino al liceo crescere è una figata.

Vorresti sempre essere più grande.

Quando sei alle medie vorresti fare quello che I tuoi amici fanno al liceo.

Quando poi arrivi al liceo vorresti fare quello che fanno al triennio.

E' tutto un migliorare.

Sei sempre più indipendente, sempre più libero, sempre più tu.

Quando sei in terza liceo non pensi a cosa c'è dopo, perchè è automatico, dopo la terza c'è la quarta.

C'era sempre qualcosa dopo...

E non ci pensavi che stavi crescendo e il tempo passava veloce.

E poi se inizi l' università magari è lo stesso, perchè ci sei dentro, non riesci a immaginare un dopo, pensi solo alla fine dell' università, quello è il tuo traguardo.

Per questo ho deciso di prendermi un anno sabbatico, perchè in un anno sabbatico non hai traguardi, non hai partenze e arrivi, ogni giorno è una cosa a sè.

E' un esperienza strana, a volte bella e a volte no.

Però credo che sia bello nella vita prendersi un anno o comunque un arco di tempo totalmente differente da tutto il resto.

Gap year.

Adoro il modo inglese di dirlo.

Gap è l' intervallo, ma è anche il buco, il vuoto.

L' anno sabbatico è la cosa vuota più piena che ci sia.

Perchè a volte l' unico modo per capire davvero quel' è la strada da percorrere è fermarsi un pò al bivio a distrarsi.

E' come quando perdi una cosa e ti ostini a cercarla senza sosta.

Guardi negli stessi posti milioni di volte perchè in quel momento vedi solo quelli.

E non la trovi.

E ti arrabbi.

Poi finisci per fare altro e quando meno te l' aspetti la trovi o ti viene in mente dove l' avevi messa.

Io ho colto l' attimo giusto per fare la cosa giusta.

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