22/05/13

GIORNO 209: I would

Dopo otto ore di lavoro mi sono fermata un ' ora a parlare con David, il mio collega che un giorno amo e l'altro odio.

E quando lo saluto penso: 'Oddio ho speso un' ora del mio tempo a parlare con lui...'

Un' ora.

Solo qui a Londra ho imparato davvero a dare importanza al tempo.

Il tempo passa, troppo veloce, troppo lento, passa comunque.

E quando te ne rendi conto è sempre troppo tardi.

So che anche Londra avrà una fine e ora che è così vicina cerco di trovare più tempo possibile tra gli impegni inderogabili per vivermi l' ultimo periodo come si deve.

E tra una cosa e l' altra mi ritrovo su un autbus e i ricordi riemergono e mi chiedo cos' ho fatto tutto questo tempo, cosa facevo quando avevo sedici anni, cosa a tredici, cosa a otto...

E mi rendo conto che anche se c'è ancora tempo sono troppe le cose che vorrei fare e che vorrei aver già fatto...

Vorrei aver letto tutti i libri che mi consigliavano e anche quelli che non mi consigliavano per poter dare anche io il mio parere, vorrei aver visto un sacco di film, essere una di quelle persone che ti risponde sempre 'Ah si! Quello l' ho visto'.

Vorrei anche avere tantissima cultura, saperne un sacco di storia, geografia, politica, ma anche essere sempre aggiornata sui gossip più stupidi.

Vorrei leggere il giornale tutti i giorni e magari anche due o tre, così posso fare il confronto.

Vorrei andare bene a scuola perchè sennò cosa ci vado a fare? 

Però vorrei anche essere quella persona che ha un sacco di amici, che esce sempre, che fa un sacco di cose, quelle che i genitori gli dicono 'oh, ma ogi tanto ti possiamo vedere anche noi?'

Ecco sì, infatti vorrei anche essere una di quelle che passa certe giornate solo a chiacchierare con i propri genitori, magari sfogliando album di fotografia e pensando a quanto siamo tutti più vecchi e brutti.

Una giornata ha solo ventiquattro ore e con tutte le cose che vorrei fare non mi basteranno mai.

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