26/05/13

GIORNO 212: Woolwich

Cosa è successo a Woolwich il 22 maggio lo sanno tutti direi.

E forse in Italia anche meglio di me.

Non ho avuto molto tempo di leggere i giornali, ho solo sentito qualcosa alla radio lavorando.

La cosa è grave, neanche da discutere.

Ma non sono qui a fare del moralismo.


C'è solo un articolo che io e Vera, la mia collega, avremo letto non so quante volte.

La storia di Ingrid.

Ingrid è una signora quarantottenne che passava di lì sull' autobus quando quei due mostri avevano appena ucciso il soldato.

Ingrid vede un corpo per strada, pensa a un incidente e scende.

Poi vede anche un uomo, lì vicino, con in mano un coltello, con le braccia piene di sangue e capisce.

Capisce però non scappa.

Resta lì e gli fa delle domande, prende tempo, come si dice.

Nel frattempo arrivano altre due donne che parlano con l' altro uomo.

Altre persone riprendono con il telefono.

Tutto tremendamente freddo.

C'è un uomo per strada con la testa tagliata e c'è un altro uomo con un coltello insanguinato eppure non c'è panico tra la folla.

E non c'è nemmeno menefreghismo però.

Sembra quasi organizzato, pianificato.

Eppure no, sono solo persone che si trovavano lì per caso, che hanno fatto la scelta giusta.

La scelta di mantenere la calma nei venti minuti che la polizia ha impiegato ad arrivare.

Eppure a me, da italiana, sembra così irreale, così lontano da quello che avrei fatto io.

E mi chiedo chi è il pazzo.

Mi chiedo chi è il giusto.




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